Covid-19: minime “istruzioni per l’uso” quanto agli spostamenti per l’attività motoria all’aperto [15 marzo 2019 e aggiornamento 2 aprile 2020]
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Comunicato agli  Associati

Non è un Judoka chi non ha pazienza

Cari tutti,
certamente non avete bisogno che lo dica io, ma permettetemi di esortarVi ad avere judoistica pazienza e rispettare i provvedimenti dell’Autorità per l’emergenza Covid-19, anche per un dovere di tutela verso i nostri cari e la collettività.
In particolare, a seguito di una serie di noti provvedimenti nazionali e locali, è fondamentale che chi esce di casa abbia con sé l’autocertificazione attestante che il suo spostamento è dovuto a:
1) comprovate esigenze lavorative;
2) situazioni di necessità;
3) motivi di salute.
In tal senso è opportuno, se possibile, avere con sé una pezza d’appoggio che comprovi quanto affermato con l’autocertificazione, ad esempio la ricetta medica se si va in farmacia o lo scontrino se si torna dalla farmacia.
Da oggi e sino a tutto il 3 aprile a Latina è comunque vietato l’accesso a tutti i parchi, giardini pubblici e aree verdi, con o senza recinzione, di proprietà comunale, in forza di ordinanza del Sindaco n. 78/2020 emanata ieri.
In ogni caso è sempre indispensabile rispettare rigorosamente la distanza interpersonale di 1 metro prevista dalla legge (meglio 2 o 3 a mio avviso) e rimanere con attenzione all’interno del territorio del Comune di Latina.
In base alla circolare del Ministero dell’Interno 12 marzo 2020, “Per quanto riguarda le situazioni di necessità, si specifica che gli spostamenti sono consentiti per comprovate esigenze primarie non rinviabili, come ad esempio per l’approvvigionamento alimentare, o per la gestione quotidiana degli animali domestici, o svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro”.
Dunque, per nostra fortuna, al momento l’attività sportiva e motoria all’aperto viene fatta rientrare fra le situazioni di necessita’, ma certamente deve esservi un ragionevole e diretto collegamento fra il percorso dall’abitazione al luogo in cui viene svolta l’attività motoria all’aperto.
[Nota di aggiornamento 2 aprile 2020: dapprima il Ministero dell’Interno, con circolare interpretativa 31 marzo 2020, ha stabilito che “è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione” e che “l’attività motoria generalmente consentita NON va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)”, poi il D.P.C.M. 1° aprile 2020 ha dato la stretta finale stabilendo che sino al 13 aprile 2020 “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici e privati. Sono sospese altresì le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo“].
Tralasciando qui alcuni seri problemi interpretativi e applicativi della predetta disciplina, rammento infine che le conseguenze della violazione di tali disposizioni non sono di poco conto poiché:
a) potrebbe essere aperto un procedimento penale ai sensi dell’art. 650 c.p.;
b) ove mai si dovesse poi accertare che l’infrazione è stata commessa da persona con sintomi di Covid-19 le conseguenze sarebbero ben peggiori, poiché potrebbero essere
contestati i gravissimi delitti di epidemia colposa (art. 452 c.p.) o peggio di epidemia dolosa (art. 438 c.p.);
c) in ogni caso di falsa dichiarazione, inoltre, si potrebbe essere sottoposti a procedimento penale per il delitto di cui all’art. 495 c.p..
In tutti tali casi è indispensabile che Vi rivolgiate al vostro avvocato di fiducia, persino nella prima ipotesi perché, sebbene non sia una grave ipotesi di reato, deve essere gestita – credetemi – da chi ha specifiche competenze.
Cordialmente
L’ Insegnante Tecnico Responsabile
Armando Argano

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